Dichiarazione d’amore

3 Marzo 2007 8 commenti


Non ho mai fatto una dichiarazione d’amore.

Non è esattamente il mio genere e sino a qualche settimana fa difficilmente avrei usato il termine amore.

Poi tutto è cambiato nella mia vita. Un terremoto ha stravolto tutto ed ora mi trovo a fare la prima dichiarazione d’amore della mia vita.

Sarò stupida, anzi senza ombra di dubbio lo sono. Ma sono felice di essere stupida se questa stupidità è causata da questo stato paradisiaco.

Sono innamorata. Ho trovato un uomo che sa rendermi felice, che mi fa battere il cuore, che mi fa ringraziare ogni giorno di essere su questa terra.

Non posso pensare alla vita senza pensare a lui e mi domando come ho fatto per tutti questi anni senza di lui.

Vedo il mio futuro con lui e mai come adesso lo vedo luminoso e gioioso.

Voglio condividere con lui ogni istante della mia vita, ogni gioia, ogni sensazione.

Mi sento la donna più felice sulla terra.

Sono orgogliosa, confusa e immensamente felice.

Confusa e felice
Carmen Consoli

Sai benissimo che una goccia inonda il cielo
È così piccolo il mondo che ci osserva
Sai benissimo che non chiedo tanto adesso
È così limpido il mare che ci ascolta che ci addormenta

Vorrei tentare
Vorrei offrirti le mie mani
Vorrei tentare
Vorrei difendere questo momento
E penso di sentirmi confusa e felice
E penso di sentirmi?

Sai benissimo che sto tremando e non c?è freddo
e sono vittima di questa gioia immensa
Sai benissimo che nulla può scalfirci adesso
È così fragile il mondo che ci aspetta, che ci spaventa.

Vorrei tentare
Vorrei offrirti le mie mani
Vorrei tentare
Vorrei difendere questo momento
Io vorrei tentare ancora
Vorrei difendere questo momento
E penso di sentirmi confusa e felice
E penso di sentirmi confusa e felice
E penso di sentirmi?
confusa e felice
confusa e felice
confusa e felice.

Sai benissimo che una goccia inonda il cielo
È così piccolo il mondo che ci osserva.
Riferimenti: Confusa e felice

Non ne ho avuto il tempo

13 Febbraio 2007 3 commenti


Ci sono momenti in cui le parole mancano. Mancano anche i pensieri e le sensazioni. Mancano i sentimenti.

Sento tutto ovattato, come se fossi avvolta da una folta e densa nebbia. Nebbia di dolore. Che filtra tutto, lascia passare quasi niente.

Oggi è così. Domani, forse, sarà diverso.

Metabolizzare, smaltire, eliminare…

Lo ripeto in continuazione. Come un disco rotto, dal suono ormai distorno.

Penso ad un uomo che ha significato tanto nella mia vita, che mi ha dato tanto, a cui io ho dato troppo poco. Non ne ho avuto il tempo.

Un inverno da baciare
Marina Rei

E guardo il mare
e gli occhi cercano al di la
di questo inverno da baciare
e il canto dell’eternità
tra le mie braccia va a morire

io sono qui; io sono qui
e adesso vieni vieni a prendermi
io sono qui e stringimi, vento si gelido
non sogni più, non ami più
passano gli anni e tu dove sei
io sono qui a dirti che non ho più paura

e guardo il mare
e vedo un uomo piangere
ha una ferita da leccare
e aspetto il mare
e gli occhi si addormentano
e sulla faccia ho ancora il sale

io sono qui, io sono qui
e adesso vieni vieni a prendermi
io sono qui e stringimi, vento si gelido
non sogni più, non ami più
passano gli anni e tu dove sei
io sono qui a dirti che non ho più paura

sono qui vieni a prendermi
sono qui vieni a prendermi
sono qui a dirti che non ho paura
io sono qui

io io no non ho più paura

Riferimenti: Un inverno da baciare

Se mordo una fragola…

12 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Oggi è una giornata grigia.
Grigio è il cielo, con nuvole che si addensano minacciose. Il sole che cerca di approfittare dei rari momenti in cui si crea una breccia fra tanto grigiore. Il vento che spinge e ulula. Come un lupo alla luna, disperato, affamato, deluso.

Ho una strana sensazione nel cuore. Come se il grigiore volesse invadere la mia anima (innamorata).

Ho scritto la parola che tanto mi spaventa. L’ho scritta fra due parentesi tonde. Per paura, per pudore, per incredulità, per stupore.

Cosa sta succedendo nella mia vita? Perchè non riesco a darmi una risposta senza soffrire così tanto? Perchè non accettare questo fatto così “normale” e lasciarmi travolgere dai sentimenti e dalle sensazioni? Perchè mi ribello e tento di fuggire dall’inevitabile?

Mi sento come una barchetta di carta che cerca di stare a galla e sopravvivere in un mare in tempesta. Vedo le onde che mi sovrastano e tentano di farmi affondare. Resisto. Cerco di resistere. Utilizzo e sfrutto tutte le mie forze.

Amore.

Parola che ho imparato a pronunciare. L’ho scritta nera su bianco, in modo sfrontato e senza indecisione alcuna.
Parola che io pronuncio solo per te, solo quando penso a te, quando parlo con te, quando sogno te.

E…
Vasco Rossi

E…
Vuoi da bere
Vieni qui
Tu per me
Te lo dico sottovoce
Amo te
Come non ho fatto in fondo
con nessuna
resta qui un secondo

E…
se hai bisogno
e non mi trovi
cercami in un sogno amo te
quella che non chiede mai
non se la prende
se poi non l’ascolto

E… uo… e….
sei un piccolo fiore per me
e l’odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè…
non sono fedele mai
forse lo so

E…
quando sento
il tuo piacere che si muove lento
ho un brivido
tutte le volte che il tuo cuore
batte con il mio
poi nasce il sole…

E… uo… e….
ho un pensiero che parla di te
tutto muore ma tu
sei la cosa più cara che ho
e se mordo una fragola
mordo anche te

uo… E…
sei un piccolo fiore per me
e l’odore che hai
mi ricorda qualcosa
va bè…
non sono fedele mai
ora lo so

Disegno di Roy Lichtenstein

Riferimenti: E..

Solo per te…

9 Febbraio 2007 2 commenti


Ieri notte, dopo che ci siamo detti buonanotte ho, fra l’altro, navigato per il web e ascoltato un po’ di musica.

Ripensavo alla nostra serata e a tutte le cose che ci siamo detti. E’ stata una sera molto bella e intensa, di quelle che vorresti non finissero mai. Di quelle da terminare nello stesso letto abbracciati.

Ero sola nel mio letto con la compagnia del portatile e del pensiero di te. I miei pensieri che continuavano a raggiungerti per non lasciarti solo neanche un attimo. Per riempire tutti gli spazi ancora vuoti della tua vita, se tu lo vuoi, finchè lo vorrai. La cosa strana è che non mi sentivo sola, diversamente da tante altre sere. Sentivo la tua presenza al mio fianco. Risentivo la tua voce e le tue parole, una dolce musica da cui mi sono fatta cullare.

Ti vedevo nel tuo letto addormentato, mentre sognavi me, che sognavo te.

Mi ritrovo un cuore e uno spirito romantico, oggi, a quanto pare. Diversamente dal solito, forse. Tutto per colpa tua. Tutto per merito tuo. Solo per te…

Questa è la canzone che ho ascoltato ieri notte.
Leggi il testo.
Ascoltala.

Anche la foto…

Ballando al buio
Stadio

Pensi all’amore
pensando a me
ti batte il cuore
dimmi perché
le paure che hai
i sogni incerti
non confonderti mai
saran tuoi sempre

Senti l’amore
stringiti a me
ti batte il cuore
dimmi perché
questo tempo per noi
e’ poco e prezioso
passerà, prima o poi
e non tornerà
se ti stringo un po’ di più
ballando al buio, in silenzio
il tempo, il tempo sorriderà
ballando al buio in silenzio.

Ti bacio piano
piccola mia
bacio il respiro
che porta via
le paure che hai
i sogni incerti
non li scorderò mai
saran per sempre
se ti stringo un po’ di più
ballando al buio in silenzio
il tempo il tempo sorriderà
ballando al buio in silenzio
in silenzio…

Foto di Robert Doisneau

Riferimenti: Ballando al buio

Ripensando a ieri…

5 Febbraio 2007 1 commento


Ieri pomeriggio ci siamo presi un grosso spavento, io e te.
Con la differenza che, alla fine, io me la sono presa con te. Ingiustamente e senza un motivo reale me la sono presa con te.

Lo so e lo sai anche tu. Mi conosci bene, forse meglio di quanto io conosca me stessa. Pertanto sai bene che poi mi passa. Anzi, mi è già passata. Come se non fosse successo niente.

Ieri sera ho trovato il link di questa canzone che abbiamo sentito alla radio e che piace a tutti e due.
Forse per farmi perdonare.
Forse per dirti grazie per quello che mi hai fatto trovare oggi sulla mia scrivania.

Per il resto, va bene e mi fa piacere.

Satisfaction (I Can’t Get No)

I can’t get no satisfaction
I can’t get no satisfaction
‘Cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m drivin’ in my car
And that man comes on the radio
He’s tellin’ me more and more
About some useless information
Supposed to fire my imagination
I can’t get no, oh no no no
Hey hey hey, that’s what I say

I can’t get no satisfaction
I can’t get no satisfaction
‘Cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m watchin’ my TV
And that man comes on to tell me
How white my shirts can be
But he can’t be a man ’cause he doesn’t smoke
The same cigarrettes as me
I can’t get no, oh no no no
Hey hey hey, that’s what I say

I can’t get no satisfaction
I can’t get no girl reaction
‘Cause I try and I try and I try and I try
I can’t get no, I can’t get no

When I’m ridin’ round the world
And I’m doin’ this and I’m signing that
And I’m tryin’ to make some girl
Who tells me baby better come back later next week
‘Cause you see I’m on losing streak
I can’t get no, oh no no no
Hey hey hey, that’s what I say

I can’t get no, I can’t get no
I can’t get no satisfaction
No satisfaction, no satisfaction, no satisfaction

Soddisfazione

non riesco ad avere nessuna soddisfazione
non riesco ad avere nessuna soddisfazione
e ci provo e ci provo e ci provo e ci provo
non ci riesco, non ci riesco

quando sto guidando nella mia macchina
e quell’uomo salta fuori alla radio
e mi dà sempre più elementi
supponendo di accendere la mia immaginazione
non ci riesco, oh, no
hei, questo è quello che dico

non riesco ad avere nessuna soddisfazione
non riesco a davere nessuna soddisfazione
e ci provo e ci provo e ci provo e ci provo
non ci riesco, non ci riesco

quando sto guardando la mia tv
e salta fuori quell’uomo per dirmi
come possono bianche le mie camicie
bene, lui non può esere un uomo
perchè non fuma
le mie stese sigarette
non ci riesco,oh no
hei, questo e quello che dico

non riesco ad avere nessuna soddisfazione
non riesco ad avere nessuna soddisfazione e ci provo e ci provo e ci
provo e ci provo
non ci riesco non ci riesco

quando viaggio intorno al mondo
e faccio questo firmo quello
e cerco di farmi qualche ragazza.

Riferimenti: Satisfaction – Cat Power

Un senso di te…

31 Gennaio 2007 2 commenti


Non trovo le parole per esprimere quello che sta succedendo nella mia vita.

Una sensazione così dolce, piacevole, intensa e sconvolgente.

Ed io non sono più io.

Ed io vorrei essere come mi vorresti tu.

Ma non sono ancora capace, se mai lo sarò, di dire cosa sento esattamente, cosa provo. Dovrei infrangere una legge che mi sono autoimposta troppo tempo fa.

Ma se tu potessi posare la mano sul mio cuore, quando sento la tua voce, lo capiresti.

Eppure sentire (un senso di te)
Elisa

A un passo dal possibile

A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me

Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho

Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto – c’è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio – c’è

un senso di te

mmm…mmm…mmm…mmm…
C’è un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…

Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto – c’è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio – c’è

Un senso di te

mmm…mmm…mmm…mmm…
C’è un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…

Un senso di te
mmm…mmm…mmm…mmm…
C’è un senso di te

Immagine di Roy Lichtenstein

Riferimenti: Eppure sentire (un senso di te)

Drowning girl… (Se telefonando io…)

20 Gennaio 2007 24 commenti


Ho il cellulare fra le mani.
Freccia in basso, entro nella rubrica.
Digito S, così come ti avevo registrato.
Scegli. Ricerca.
Freccia in basso, sino a raggiungerti.
Vedi….

Mi blocco. Cosa sto facendo?
Velocemente premo il tasto Esci. Prima che sia troppo tardi. Prima di compiere quel semplice gesto che potrebbe complicare ulteriormente la mia esistenza. Uccidere del tutto il mio orgoglio, già tanto sofferente. Direi agonizzante.

Perchè dovrei chiamarti? Per qual motivo logico? Per sentire la tua voce fredda, distaccata e, forse, anche un po’ risentita? Per sentire in sottofondo la voce dei tuoi (nostri) amici? Per sentirmi dire: “scusa, adesso non posso. Ci sentiamo in un altro momento…”.

No, stringo i denti. E anche per oggi sono riuscita a non chiamarti. Nè a mandarti una mail e neppure un sms.

Forse sto guarendo. Forse…

Allora, perchè ho la sensazione di affogare? Perchè mi manca l’aria?

Tempo, tempo. Ho solo bisogno di un po’ di tempo.
Riferimenti: Se telefonando io – Mina

A battere i pugni contro un muro di gomma…

20 Gennaio 2007 7 commenti


Sabato. Ho davanti questo lungo weekend e non so bene da che parte cominciare.

Vivere da sola significa anche avere una casa piccola, mettere poco in disordine, non sporcare quasi. Mi guardo in giro, cercando qualcosa da mettere in ordine, ma tutto mi appare fin troppo pulito, quasi asettico.

Solamente il letto è in disordine. Il piumino è tutto stropicciato, quasi contorto. Proprio come i miei pensieri/incubi notturni. Troppe ore passate a scervellarmi, a cercare di ricordare e a cercare di dimenticare, a cercare di capire l’incomprensibile. A battere i pugni contro un muro di gomma, su cui tutto rimbalza, anche il mio cuore, anche i miei sentimenti, anche i miei pensieri.

Un pensiero positivo: i giorni stanno passando veloci, quindi tutto procede nel migliore dei modi. Mi sto pian piano assestando, cercando di mettere delle sottili radici anche in questa nuova realtà. Non troppo in profondità, questo no. In modo tale da essere libera di fuggire, di scappare di nuovo, al primo scoppio di temporale.

Queste non sono lacrime, sono solo gocce di pioggia. Salate come l’acqua del mare.

Trascrivo una poesia di Alda Merini tratta dal suo libro “Clinica dell’abbandono”.

Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.

Foto di Bill Brandt (per M.)

Vivere alla giornata (per me è importante…)

19 Gennaio 2007 6 commenti


E’ difficile superare alcuni momenti della giornata.

Non so esattamente perchè, ma ci sono dei momenti in cui non riesco con chiarezza a vedere e ad immaginare il mio futuro. Cosa mi aspetta dietro l’angolo, cosa mi aspetta oltre quest’orizzonte…
Forse non voglio e non ci tento neanche. Non avrebbe alcun senso in questo momento.

La mattina, quando mi sveglio, nel momento in cui apro gli occhi e mi chiedo: Dove sono? Cosa mi è successo? Perchè?

La notte, quando vado a letto, e mi sento persa e mi sento minuscola in quel letto immenso…

Vivo alla giornata. Non posso fare diversamente. Lascio che il tempo passi, che il lavoro mi riempia le ore vuote, sempre di più.

Quello che mi fa stare peggio sono i piccoli e banali gesti della vita di ogni giorno. Fare la spesa, cucinare, mettere la lavatrice… Troppi ricordi che non vogliono tacere.

Riporto qua il testo e il link di una delle canzoni dei Tiromancino che a me piace di più. C’è anche un motivo particolare. Ma questo non ha più alcuna importanza.

Per me e’ importante

Le incomprensioni sono così strane
sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione
ché la ragione non sempre serve.
Domani invece devo ripartire
mi aspetta un altro viaggio,
e sembrerà come senza fine
ma guarderò il paesaggio…

Sono lontano e mi torni in mente
t?immagino parlare con la gente…

Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante…

Mi piace raccontarti sempre
quello che mi succede,
le mie parole diventano nelle tue mani
forme nuove colorate,
note profonde mai ascoltate
di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena
perduta e lontana.

Mi sembrerà di viaggiare io e te
con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre.
Normalmente….

Foto di Alain Daussin (grazie, M.)

Riferimenti: Per me è importante – Tiromancino

Espiazione di Ian McEwan

18 Gennaio 2007 5 commenti


Ho letto questo libro qualche tempo fa. Ma mi è tornato alla mente stamani, mentre andavo a lavorare, ascoltando la radio. Parlavano dell?autore, lo scrittore inglese Ian McEwan.

La storia ha inizio in un caldo e opprimente pomeriggio d?estate del 1935, nella grande villa inglese della famiglia Tallis.
La vicenda è narrata dalla giovane Bryoni, 13 anni, ragazza appassionata di letteratura e aspirante drammaturga.
La ragazza assiste da una finestra ad una scena tra la sorella maggiore, Cecilia, e Robbie, il figlio della cameriera che è cresciuto con loro. Legge una lettera di Robbie che non è destinata a lei, coglie di sorpresa Robbie e la sorella in un amplesso in biblioteca e, quando nel buio del giardino vede una figura maschile che si allontana dalla cugina, lei ha già deciso chi sia.
Un?accusa pesante che distruggerà la vita di due persone.

Nella seconda parte si compie l?espiazione di Robbie per una colpa che non ha commesso: si è arruolato per abbreviare la sentenza in prigione ed è tra i soldati che si ritirano verso Dunkerque. Se sopravvive è perché Cecilia ha continuato a scrivergli, per cinque anni, ?Ti aspetterò. Torna da me.?

Nella terza parte è Bryoni, ormai diciottenne, che espia la sua colpa in un ospedale di Londra. Aveva compreso immediatamente l?errore commesso, ma le era stato impossibile tornare indietro.

Ancora espiazione nell?ultima parte. E? il settantacinquesimo compleanno di Bryoni, nella vecchia villa ormai diventata un albergo. I bisnipoti recitano il dramma infantile che lei aveva scritto per quel lontano giorno d?estate, quello che terminava con i versi ?il sole muore e il giorno finisce?.
Termina anche la vita di Bryoni mentre svanisce la sua memoria per una malattia crudele che le è appena stata diagnosticata. Lei ha appena terminato l?ennesima stesura del romanzo che potrà essere pubblicato solo dopo la sua morte perché ci sono i nomi dei colpevoli del silenzio.
Forse ha finito di espiare, o più propriamente di ?riparare? alla sua colpa, come dice il titolo in inglese, ?Atonement?, e, dopotutto, la malattia può anche essere misericordiosa cancellando la memoria di quel giorno.

Solo nel momento in cui si arriva alla fine del romanzo ci si rende conto che questa è la versione definitiva del romanzo della protagonista, il romanzo di un romanzo.
Si ritrovano in queste pagine quei bambini un po? perfidi cresciuti in un mondo di adulti, quell?atmosfera gravida di tensione inquietante, e in più c?è una forte carica emotiva che lo differenzia dagli altri romanzi di McEwan, a volte raggelanti.
Bellissime le pagine della guerra, in cui ogni colpa viene azzerata perché è impossibile distinguere chi è colpevole e chi innocente, bellissime e catartiche le pagine di Bryoni in ospedale, e piene di pathos quelle in cui Bryoni, ormai famosa scrittrice, si chiede se sia possibile l?espiazione per chi, come lei, ha l?arbitrio di cambiare la vita e il destino dei suoi personaggi, modificando la storia, scrivendo un finale felice dove invece c?è stata solo tragedia.